Monthly Archives: aprile 2012

Luoghi Chiave: Porta Garibaldi

Il modo migliore per cominciare una visita a Chioggia è parcheggiare l’auto fuori e entrare da Porta Garibaldi. Il traffico automobilistico ha strappato all’antico ingresso la sua funzione e ora il flusso scorre a destra e a sinistra. Le antiche pietre sapranno ringraziare il viaggiatore rispettoso che entrerà in città attraverso i suoi semplici e solidi archi.

Entrando da qui avrete l’opportunità di esplorare una Chioggia più sottile ma non meno vera di quella che rumorosamente vi circonda. A sinistra dell’ingresso c’è una tela molto importante anche se di piccolo pregio artistico: la raffigurazione dell’archetipo della Pietà secondo la particolare declinazione chioggiotta. Quell’immagine (che qui non riporto per stimolarvi ad andare a vederla o riscoprirla) contiene i codici di accesso all’identità emotiva della città. Se riuscita a capire quella molte altri elementi si riordineranno velocemente con in una partita di reversi cambiando l’idea complessiva che avevate.

(Collezione Penzo, 1912)

Il nome originario della porta è è S.Maria, la struttura è cinquecentesca, semplice e solida. Ricordate che il nome ebraico Miriam (Maria) contiene la stessa radice del mare. Quindi l’unica porta che dalla terraferma portava all’isola era anche quella che collegava la terra al “mare”. Il nuovo nome venne dato a fine Ottocento per celebrare Giuseppe Garibaldi. La città porta orgogliosamente il ricordo del suo passato risorgimentale repubblicano: c’è il rapporto amorevole che ha con l’eroe dei due mondi (ritratto anche nelle famose pipe chioggiotte in terracotta) e c’è il ricordo del più giovane dei Mille, l’undicenne Giuseppe Marchetti.

Il lato sud verso terra porta il leone alato di S.Marco con la zampa sul libro aperto, a significare che questa città era in terre fedeli alla Repubblica di Venezia e pacifiche. Sul lato nord invece è riportato, come spesso accade in molte porte meridionali, una formella circolare con le lettere IHS, ovvero Iesus Homini Salvator, Gesù è il salvatore degli uomini. E’ una consuetudine riscontrata in varie città fortificate di dedicare la porta meridionale al Salvatore. Misticamente da est sorge l’arcangelo Michele, da sud viene il Cristo e da ovest la Madre. Il nord invece è legato a tutte le forze che ostacolano questa trinità.

 

Francisco Merli Panteghini

Chioggia: l’Isola che protegge


Il comune di Chioggia comprende al suo interno realtà molto diverse: l’antica isola di Chioggia con i suoi insediamenti di stile veneziano e i suoi pescherecci, la moderna e turistica Sottomarina con le sue ampie spiagge dedicate al turismo di massa, il porto commerciale, i nuovi quartieri residenziali, le aree agricole di Valli e S.Anna. Il concorso punta sull’isola di Chioggia, l’antico insediamento di cui si ricorda ancora orgogliosamente il nome latino “Clodia”. Anche noi abbiamo ripreso quel nome nel titolo della nostra esplorazione fumettistica della città.

L’origine dell’insediamento sembra quindi datare all’epoca della conquista e colonizzazione romana tra il II e il I secolo a.C. Le notizie sono frammentarie e ammantate di leggenda. Di certo è utile avvicinare il destino di Chioggia a quello di Aquileia e Altino. Centri abitati fondati dai Romani che divennero presto luoghi di integrazione con le popolazioni paleovenete dell’area. Quegli antichi Veneti erano l’unica popolazione del nord Italia ad avventurarsi per mare e il loro apporto alla nuova società sembra proprio quella familiarità con le navigazioni dei fiumi, delle lagune (molto più ampie di oggi) e sui mari.

Chioggia restò però ai margini delle grandi strade romane e il suo sviluppo accelerò solo con la crisi dell’impero romano e la ricerca di protezione e sicurezza che spinse gli abitanti di Aquileia, Altino e di altri centri a trasferirsi sempre più nelle isole della laguna: Torcello, Rivo Alto (poi centro della futura Venezia), Clodia. Il legame è dichiarato nella continuità dei santi patroni: i santi Felice e Fortunato (nomi romani) infatti erano originari di Vicenza e furono martirizzati ad Aquileia diventando poi esempio della crescente comunità cristiana locale. Come le spoglie dei martiri passarono da Altino a Torcello e poi a S.Marco di Venezia, così Felice e Fortunato passarono da Aquileia alla giovane Clodia.

Il carattere isolano della città è ancora forte nonostante due ponti la colleghini alla terraferma e il traffico automobilistico l’abbia invasa. Osservando la foto satellitare vi renderete conto della quantità di canali che la attraversano. Ma non confondetela con Venezia, Chioggia fu venezianizzata, specialmente dopo la famosa guerra del 1379, ma conserva tuttora un carattere proprio e la forza di un legame vitale col mare come fonte di nutrimento, di svago e di esplorazione continua. Un senso di cameratismo rude pervadeva la città fino a pochi decenni fa e si sente ancora l’eco di quel senso di appartenere all’equipaggio di un’unica grande nave.

 

Francisco Merli Panteghini